Cronistoria delle imprese creditrici della Libia

Le Aziende italiane operanti in Libya, a partire dalla fine degli anni 70, si sono trovate in difficoltà, inizialmente per l’indisponibilità dei libici a mantenere i propri impegni, dovuto al sequestro di tutti i loro beni, alla nazionalizzazione delle aziende, all’obbligo per tutti i cittadini di versare in banca i propri risparmi e non poter prelevare dai propri conti correnti altro che 500 dinari al mese per le necessità delle proprie famiglie, ed, in ultimo, a causa del blocco dei pagamenti quale conseguenza della richiesta del Governo Libico a quello Italiano dei danni di guerra.
Pochissime aziende hanno usufruito dell’accordo Attolico e di quelli presi dalla Commissione mista italo-libica del 30 e 31 luglio 1984 subendo perdite sino al 36% .

Altre aziende in quel periodo, sequestrano beni libici in Italia e vengono pagate, mentre la gran parte si vede preclusa anche questa via dal decreto Vassalli. Già nel 1989 i crediti delle imprese italiane superano di gran lunga i mille miliardi.
Da allora ad oggi ci sono stati momenti di chiusura completa anche se l’Italia non ha mai boicottato la Libya comprando petrolio, suoi derivati e gas, pagandoli puntualmente, come si evince da qualsiasi rapporto statistico ISTAT degli ultimi 20 anni.
Intanto alcune imprese si sono affidate alle Corti di Giustizia libica per veder riconosciuti i propri crediti; hanno ottenuto delle sentenze ad esse favorevoli ma di pagamenti neanche l’ombra. Eppure, per la maggior parte, i crediti sono vantati nei confronti di società governative . Neanche quelli nei confronti di privati hanno visto l’autorizzazione al trasferimento della valuta da parte della Banca Centrale di Libya.
Con gli accordi del luglio 1998 si pensa che i problemi fossero finalmente giunti a conclusione e fosse iniziata una nuova era nei rapporti bilaterali. Altre promesse di pagamento dei crediti andate deluse!
Nel contempo, tutti gli organi di informazione danno risalto, con grande pubblicità, all’apertura da parte del Governo Libico nei confronti delle imprese italiane per nuovi lavori in Libya, dagli appalti per la ferrovia al gasdotto con l’Italia. Si è costituita anche una società per azioni italo-libica (ALI) i cui soci sarebbero stati preferiti negli appalti statali libici.

Il tutto senza che vi sia stato un accordo per il pagamento dei debiti pregressi e che siano stati messi in chiaro e definiti i diritti ed i doveri delle aziende italiane e della controparte libica al fine di garantire i nostri tecnici operanti in Libya, evitando a questi ultimi ulteriori umiliazioni e prevaricazioni.
Si sono organizzate missioni di operatori italiani in Libya da parte del Ministero Commercio Estero, senza alcun risultato effettivo, nascondendo loro le difficoltà di operare in quel Paese per la mancanza di certezza nel diritto.

Nel 1999 il Governo Italiano attraverso la SACE offre ai Libici di concordare il pagamento del credito dalla stessa vantato al 50% ed in quindici anni senza interessi,come se si trattasse di un Paese povero del Africa centrale. Tale azione ha pregiudicato sicuramente le altre imprese creditrici.

In occasione della missione del Sottosegretario Cabras a Tripoli nell’ottobre ’99, il Ministro dell’ Economia del Governo libico, Dr. A.M.Zlitni, dichiara che, con tutti gli anni di embargo subiti, la Libya non ha intaccato minimamente le sue riserve, anzi le ha aumentate.
Poiché è manifesto che il pagamento dei crediti alle imprese italiane non è una questione di diritto ma politica, le aziende hanno fatto leva presso le varie organizzazioni perché si adoperassero per indire un’assemblea generale in seno alla quale venissero stabilite comunemente le azioni da intraprendere.
La Dirigenza di Confindustria si è resa disponibile alle istanze ed ha convocato per il 20 giugno 2000 tutte le imprese creditrici della Libya registrate presso di sé.

Così il 20 giugno si riuniscono, nella sala della Giunta in Confindustria, 67 delle 99 aziende creditrici e dopo la prolusione del Dr. D’Agata, del settore Libya della Confindustria, e dell’Ing.Fasano, vice Predidente del Comitato lavori all’estero dell’Ance, entrambi componenti della Commissione Mista italo-libica, confermano lo stallo da oltre tre anni nella risoluzione del problema, per cui si apre un ampio dibattito sulle problematiche e relative proposte di soluzione. Quindi viene deciso di nominare Leone Massa rappresentante di tutte le aziende per i rapporti con le istituzioni e con il Governo, dandogli il più ampio mandato. Massa chiede di essere coadiuvato da almeno altri quattro rappresentanti di aziende. Viene,quindi, nominato un Comitato ristretto costituito dai seguenti Sigg.:

- Bertinetti dr.Luigi della Bertinetti Industrial Group di Torino;
- Borghi ing. Giorgio della B&B di Milano;
- Fasano ing.Vito della Comat Costruzioni di Taranto;
- Goracci avv. Mario legale di alcune aziende da Roma;
- Massa Leone della Siirman di Napoli;
- Sideri Cav.del Lavoro Icilio della Sanmarco spa di Lanciano.

Il coordinatore e Presidente del comitato è Leone Massa.

Tale comitato informerà mensilmente e dettagliatamente le aziende sulle azioni intraprese e gli incontri avuti . Il comitato ha innanzi tutto deciso di verificare lo stato delle aziende e dei loro crediti e chiedere l’audizione presso le Commissioni Estero e Attività Produttive al fine di rendere partecipi del problema tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento ed esporre loro la realtà dei fatti ed i danni, a volte irreversibili, che le aziende stanno subendo.

Il 19 luglio si è informatì che la X^ Commissione Parlamentare ha previsto nel suo calendario l’audizione del Comitato alla ripresa dei lavori parlamentari.

Il 2.08.2000 il Presidente della Confindustria D’Amato invia una lettera al Ministro Dini per dimostrare tutta la contrarietà della Confindustria ad accordi col Governo Libico che non prevedessero a monte il pagamento alle Imprese Italiane.

Il 7.08.00 il Ministro Dini incontra il Col. Gheddafi ma tutto resta fermo per quanto riguarda i crediti delle imprese italiane, anzi vi sono dichiarazioni che hanno creato ulteriori preoccupazioni. Infatti il Ministro Dini in un incontro con gli imprenditori italiani aTripoli ha risposto ad alcuni di essi, dimostrando ignoranza dei fatti, che il problema dei crediti è una questione di rischio d’impresa.

Nel frattempo sono stati negati al Comitato, per false ragioni di normativa sulla privacy, i dati delle imprese creditrici della Libya esistente presso il Ministero Esteri, per cui non a tutti è pervenuta la notizia della sua costituzione.

Il 20 settembre 2000 il Comitato ottiene l’audizione innanzi alla X^ Commissione della Camera ed il Sig. Massa, nella sua qualità di Presidente del Comitato, espone il dramma di tante aziende ed affida alla sensibilità e responsabilità di ciascun componente la Commissione di indagare e avviare tutte quelle iniziative che il regolamento delle commissioni parlamentari a loro attribuisce perché venga fatta giustizia e finalmente pagate le migliaia di miliardi di crediti. Chiede inoltre di poter far parte del Comitato Misto
italo-libico per i crediti al fine di poter difendere personalmente i diritti delle aziende italiane.

Il 26 ottobre la SACE, anche a nome delle aziende dalla stessa assicurate, chiude il suo credito con la Libya con un accordo che, stante le sue stesse dichiarazioni del 1997 in atti ufficiali del Ministero Affari Esteri, concede ai libici uno sconto di ben 1.400 miliardi di lire, soldi del contribuente italiano in quanto usciti all’epoca dal Ministero del Tesoro.

Dopo mille pressioni si riesce a riunire le imprese creditrici presso Confindustria il 15 novembre in occasione di un incontro sulle nuove prospettive aperte alle aziende italiane dall’accordo SACE. In presenza del dott. D’Auria del MAE, il dott. D’Agata di Confindustria ed il dott. Pernozzoli della SACE, il Massa contesta violentemente quanto concluso a danno dei contribuenti italiani con l’accordo SACE-Libya e le ingannevoli informazioni che possono indurre altre imprese a rischiare i propri soldi in Libya.
Poiché dell’incontro e delle contestazioni nessun quotidiano ne fa cenno, anche se in sala ci sono alcuni giornalisti che prendono nota, si decide di costituire una associazione tra le aziende creditrici della Libya per far sentire con autorevolezza le proprie denunce non solo finalizzate al recupero dei nostri crediti ma anche per la realizzazioni di accordi bilaterali che prevedano il rispetto reciproco, sia fisico che morale, il riconoscimento dei diritti acquisiti dalle imprese italiane in Libya ed il riequilibrio della bilancia commerciale fra i due Paesi che dal ‘90 al ‘99 porta uno squilibrio a sfavore dell’Italia di ben 47.000 miliardi.

L’associazione si costituisce a Roma il 10 gennaio 2001 ed prende la denominazione di A.I.R.I.L. ( Associazione Italiana per i Rapporti Italo-Libici) con sede in Roma al viale Bruno Buozzi 47. Presidente viene eletto Leone Massa e consiglieri il Cav. del Lavoro Icilio Sideri, Presidente della SANMARCO spa e della Associazione Industriali di Chieti e l’ing. Claudio Buzzi della Consorzio Fabbricanti di Milano. Segretario è il dr. Vincenzo Fogliamanzillo.

Il Ministro Antonio Badini del Ministero Affari Esteri convoca il 12 gennaio 2001 il Presidente Massa per comunicargli che, giusto processo verbale sottoscritto nel dicembre trascorso tra il Ministro Dini e il Ministro Shalgam, a fine gennaio si sarebbe tenuto un incontro tra una delegazione libica ed una italiana per la definizione degli accordi per il pagamento alle imprese creditrici della Libya non assicurate SACE. Viene chiesto al Massa di far parte della delegazione tecnica italiana ed egli accetta. In tale sede Massa
richiede l’elenco delle aziende creditrici con gli importi dei loro crediti che gli era stato assicurato.

Il 16 gennaio successivo Massa riceve una e-mail dal dr. D’Agata di Confindustria con tale elenco ma privo di indirizzi, dell’importo dei crediti e di alcuni debitori libici.
A fine gennaio la delegazione libica non si presenta, il Ministero Affari Esteri non si degna di avvisare e dopo varie insistenze del Presidente Massa invia una lettera per dire che ……. sono in attesa di comunicazione da parte libica. L’AIRIL viene in possesso del documento ufficiale del Ministero Affari Esteri datato 16.05.97 Allegato n° 4 per la Commissione Mista Italo-Libica contenente l’elenco di 54
aziende creditrici della Libya. Facendo i calcoli alla data dell’accordo SACE-Libya del 26 ottobre 2000,i crediti SACE riportati in elenco MAE del ’97, risultano i seguenti: Sorta capitale USA$ 368.773.074,90, interessi legali del 5% annuo pari a USA $ 331.895.767,41 per un totale di USA $ 700.668.842,31. Poichè la SACE ha concordato con i libici che, a saldo di ogni suo avere e di quello delle aziende con essa assicurate. ricevesse solo USA $ 110.000.000 risulta un bonifico a favore dei libici di USA $ 590.668.842,31 pari a £.It. 1.385.960.197.384 (cambio del 26.10.2000 1 USA$= £It.2.346,4251).
Queste cifre furono riportate dalla stampa libica come risarcimento del danno subito dalla Libya per l’odioso periodo del colonialismo italiano.
Essendo stati informati che, in barba degli accordi presi e alle assicurazioni delle nostre istituzioni, a fine mese di marzo 2001 si riunisce a Tripoli una Commissione Mista Italo-Libica per nuovi contratti di lavori e forniture senza che siano stati rispettati i diritti pregressi delle imprese italiane che hanno lavorato in Libya, esplode lo sdegno tra le aziende creditrici.
In considerazione di ciò e preoccupati per dover pagare come contribuenti altri soldi ad affari poco puliti, l’ Associazione decide di denunciare in tutte le sedi opportune questo scandaloso sperpero di denaro pubblico ed il male affare dilagante.
Purtroppo i maggiori quotidiani italiani sono restii a pubblicare tali denunce e si rende difficile persino sensibilizzare la classe politica perché interessata esclusivamente alle elezioni del 13 maggio.
Vi sono incontri col Ministro Badini, responsabile MAE dell’area mediterranea, e si concorda con lo stesso di portare, in occasione della prossima riunione del Comitato Misto Italo-Libico, i libici a definire la questione crediti sulla base di una metodologia di analisi ripartendo gli stessi in quelli convalidati da sentenze, lodi internazionali, dichiarazioni dei creditori libici e quelli documentati solo da fatture e polizze di carico o stati di avanzamento.

Il 25 e 26 giugno 2001 si riunisce presso la Farnesina a Roma il Comitato Misto Italo- Libico per i crediti, ed il Ministro Badini propone alla delegazione libica la metodologia concordata con l’AIRIL sulla definizione dei crediti. La delegazione libica rifiuta. Presenta un elenco in arabo di aziende italiane che hanno debiti con l’ufficio tasse e con le Dogane libiche chiedendone il pagamento. Il Ministro Badini assicura che tale problema verrà risolto e chiede di sbloccare il pagamento dei crediti che sono fermi in Libya perché privi del nulla osta della Banca Centrale libica al trasferimento di valuta.

Il rappresentante della Banca Centrale libica, componente della delegazione libica. Dopo attimi di indecisione, risponde che il trasferimento di valuta, anche se confortato da sentenza libica, non può avvenire senza la presentazione da parte dell’impresa italiana di attestazioni da parte delle rispettive compagnie governative libiche che le stesse non hanno debiti per tasse, imposte doganali, previdenza sociale, fitti di abitazioni, luce, acqua, telefono, etc. Ribadisce, inoltre, che tali attestazioni devono essere richieste personalmente e non tramite i Consolati dai rappresentanti legali delle aziende.
La chiusura a qualsiasi dialogo si palesa quando a richiesta di Badini il rappresentante della Banca Centrale risponde che a tale obbligo si devono attenere anche le aziende che hanno effettuato delle pure e semplici forniture di beni. L’incontro si chiude con un nulla di fatto e viene fissato un nuovo appuntamento per settembre a Tripoli.
Non avendo potuto esprimere il proprio disappunto alla delegazione libica durante l’incontro, il Presidente dell’AIRIL, al saluto ai vari componenti della delegazione libica da parte di quella italiana, ha espresso loro in maniera netta e decisa tutta la sua indignazione per il comportamento tenuto dichiarando che avrebbe informato di ciò sia le più alte Autorità italiane che libiche.
Nei mesi di luglio ed agosto il Presidente Massa invia lettere di sdegno al Presidente, al Vice Presidente del Consiglio ed al Ministro degli Esteri italiani nonché una personale al Ministro degli Esteri libico.
Contemporaneamente le aziende aderenti all’AIRIL inviano una scheda riepilogativa dei loro crediti aggiornata al 30 giugno 2001 con tutti i riferimenti alla documentazione già esistente presso il MAE e presso i libici

Il 2 settembre 2001 il Ministro Ruggiero incontrando a Tripoli il Ministro Shalgam ed il Col. Gheddafi dichiara che la definizione della questione crediti è prioritaria a qualsiasi altro accordo bilaterale.

Il 19 e 20 settembre 2001 si riunisce a Tripoli il Comitato Misto Italo-Libico i cui lavori vengono aperti dall’Ambasciatore italiano, Claudio Pacifico, che ribadisce quanto concordato tra Ruggiero e Shalgam il 2 settembre trascorso. La delegazione libica si dichiara disponibile alla metodologia proposta da Badini
nell’incontro di Roma e di prendere in considerazione la rivalutazione monetaria e gli interessi legali (leggere il processo verbale del 20.09.01). Viene consegnato un elenco aggiornato dei crediti e su richiesta della delegazione libica il Presidente Massa consegna le schede crediti dei propri associati tradotte in arabo. Si conclude l’incontro con l’intesa di vedersi a Roma il 5 novembre per concludere e
definire la questione.

Il 5 novembre la delegazione libica fa sapere che è impossibilitata a venire e di rinviare l’incontro ad altra data. Nell’ottobre precedente sono stati a Tripoli vari politici nonché una delegazione della III^
Commissione Esteri della Camera senza che abbiano fatto cenno, nei loro colloqui con le Autorità libiche, sulla necessità di definire la questione crediti.

Per tutto il mese di novembre e dicembre il Presidente Massa sollecita più volte il MAE e la nostra Ambasciata di Tripoli perché fosse fissata la data del nuovo incontro ma, purtroppo. senza alcun risultato.

Il 19 dicembre presso la Farnesina si ha un incontro bilaterale italo-libico nel quale si sottoscrive un accordo per garantire gli investimenti fra i due Paesi del cui testo non siamo in possesso ma che dovrebbe essere passato al Parlamento per la ratifica. Al cambio del Ministro degli Esteri il Presidente Massa scrive al Presidente Berlusconi chiedendogli un incontro ed il 6 febbraio 2002 invia allo stesso una lettera sottoscritta dai rappresentanti delle aziende associate convenute a Roma il 5 febbraio per l’assemblea AIRIL.

Il 26 febbraio 2002 il Presidente Berlusconi incontra a Roma il Ministro Shalgam e gli riconferma la necessità di veder definita la questione crediti (leggere il comunicato stampa del Governo del 26.02.02).

Il 13 marzo il Presidente Berlusconi invia una lettera di assicurazione al Presidente dell’AIRIL.
Altre sollecitazioni vengono rivolte dal Presidente a varie Autorità nei mesi successivi mentre il 2 aprile 2002 viene pubblicata dal quotidiano Libero di Feltri una intervista in cui Massa, rivolgendosi al Col. Gheddafi, dichiara che una mancata risoluzione del pagamento dei crediti da parte della Libya è contraria allo spirito del Libro Verde dello stesso Gheddafi ed al versetto del Corano riportato sui dinari libici.

Nel mese di maggio 2002 si reca a Tripoli una delegazione della Commissione Esteri del Senato ed il Ministro Giovanardi ed ancora una volta non sfiora loro neanche l’idea di parlare dei crediti con gli interlocutori libici. Anzi, successivamente, Il Ministro Giovanardi, incontrando un associato AIRIL, si dichiara contrariato di non essere stato informato del problema dai responsabili MAE e dell’Ambasciata di Tripoli.
A questo punto il Presidente dell’AIRIL invia una lettera il 25 giugno 2002 ai 618 Deputati ed ai 322 Senatori, quali rappresentanti del Popolo italiano, informandoli del problema. Al 28 luglio 2002 quarantacinque tra deputati e senatori ( leggere interventi dei parlamentari sul sito www.airil.it ) hanno fatto pervenire al Presidente Massa la loro disponibilità ad interessarsi nelle sedi opportune a difesa delle aziende italiane creditrici della Libya ed alcuni di essi hanno anche presentato interrogazioni al Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri ed al Ministro del Lavoro.

Il 29 luglio 2002 il Presidente Massa invia una lettera di ringraziamento a ciascuno di loro ribadendo che l’impegno non dovrà limitarsi all’interrogazione parlamentare ma a costringere il Governo ad accordi di reciprocità con quello libico a difesa del diritto.

Sulla Gazzetta Ufficiale n°184 del 7 agosto viene riportata una delibera del CIPE a firma del Ministro Tremonti ed approvata dalla Corte dei Conti nella quale, su indicazione del Ministro per le Attività Produttive Marzano, si autorizza la SACE a rilasciare, per l’anno 2002 garanzie sovrane per un miliardo di euro alle aziende italiane che operano con la Libya. Altri soldi che il contribuente dovrà versare di qui a qualche anno per l’insolvenza dei libici, come avvenuto precedentemente.

Il 22 di agosto 2002 il Comitato Generale del Popolo invita a bloccare tutti i pagamenti e le commesse verso l’Italia sino a quando non saranno soddisfatte tutte le richieste libiche sui danni di guerra e della colonizzazione. Ciò in contrasto con gli accordi del dicembre 2001 firmati alla Farnesina.

Il 29 e 30 agosto appaiono vari articoli su Libero ( compresa l’intervista a Massa ) sulla Padania e su l’Opinione. Così pure il 4 settembre su Torino Cronaca ed altri quotidiani durante il mese di settembre.

Il 17 settembre Massa viene convocato dal Ministro Badini alla Farnesina al quale ribadisce la linea di vedute dell’AIRIL e cioè il rispetto dei diritti e fino all’ultimo centesimo. A Massa gli viene comunicato che dal 1° al 4 ottobre prossimo i funzionari del MAE avranno un incontro a Tripoli con la controparte libica per definire tutte le problematiche fra i due Paesi compresa la situazione crediti.

Il 19 settembre in una nota di risposta ai parlamentari che avevano presentato interrogazioni al Ministro degli Esteri sui crediti delle imprese italiane il Sottosegretario Sen. Alfredo Mantica afferma:“ In considerazione delle difficoltà incontrate dalle sopraccitate imprese creditrici per ottenere dagli interlocutori libici la piena riconciliazione degli importi in questione, le Autorità italiane hanno proposto la costituzione di un apposito Comitato Misto, delle quali fanno parte anche le associazioni imprenditoriali e i rappresentanti delle imprese creditrici, in particolare l’AIRIL, incaricato di definire l’esatto ammontare dei crediti vantati da ciascuna impresa, i criteri per l’eventuale rivalutazione per interessi, differenze di cambio, etc.nonché idonee soluzioni ad una vicenda che dura ormai da quasi due decenni”
ed ultima la risposta così:
“ E’ utile sottolineare che una riunione del Comitato Tecnico Misto si terrà a Tripoli ( n.b. secondo gli accordi si sarebbe dovuta tenere a Roma) dall’1 al 3 ottobre prossimi. Nell’occasione dovrebbe essere identificata una soluzione globale e definitiva della questione sulla base di un calendario convenuto” A questo incontro non è stata invitata proprio l’AIRIL che più degli altri ha contribuito in quest’anno e mezzo nel far chiarezza sul problema !!

Il 2 e 3 ottobre si ha a Tripoli un incontro tra la delegazione italiana e quella libica per i crediti. Quella italiana formata dal Ministro PL. D’Auria del Ministero Esteri, dal Dott. De Santis dell’Ambasciata d’Italia di Tripoli, dal Dott. D’Agata degli Affari Internazionali della Confindustria e dall’Ing. Fasano dell’ANCE ha visto anche l’intervento del nostro Ambasciatore a Tripoli, Dott. Claudio Pacifico. Da parte libica inizialmente presieduta dall’Ambasciatore a Roma Alobeidi è costituita dai rappresentanti del Ministero del Tesoro, Jusef Salah, della Banca Centrale, Fathi Emhmed El Haj, dal rappresentante dell’Ufficio Tasse e Dogane, Mansur El Shamas, della rappresentante del Ministero Esteri libico, Sig.ra Fauzi El Fergiani, dal Vice Presidente dell’ALI, ing. Matug, dal direttore dell’ALI, Ing. Zito.

Il capo delegazione libico, dopo i saluti alla delegazione italiana, fa presente che il Ministero del Tesoro ha inviato una circolare alle varie aziende debitrici per la conferma dei crediti e che hanno ricevuto risposta solo su 24 crediti. Sono emersi vari ostacoli amministrativi e tecnici che hanno impedito alle due parti di individuare una soluzione idonea. In conclusione le due Parti hanno raccomandato quanto segue:

1- La società mista italo-libica (ALI) viene incaricata di curare la questione dei crediti per presentare un rapporto entro il mese di novembre 2002;
2- La società ALI si coordinerà con l’UBAE per quanto concerne il calcolo dell’ammontare degli interessi, i tassi di cambio ed altre questioni finanziarie, in conformità ai capitoli dei contratti stipulati tra le società delle due parti.

Il rapporto di cui sopra sarà presentato al Comitato Misto per i crediti per l’esame e la trasmissione alle Autorità dei due Paesi per le decisioni da adottare entro il 2002.
Tale accordo non ha formato oggetto di un processo verbale sottoscritto dalle due Parti. Il giorno 8 ottobre il Presidente dell’AIRIL, Massa, ha un incontro col Direttore Generale dell’UBAE, Dott. Sisto, il quale fa presente di essere stato informato verbalmente della volontà espressa a Tripoli dalle due Delegazioni ma di non aver ricevuto alcun incarico scritto né da parte libica né da quella italiana. Massa ha ribadito la sua stima e quella dei propri associati verso l’UBAE per una definitiva e chiarificatrice soluzione della vicenda
crediti entro i termini stabiliti nonché la propria collaborazione per la documentazione attestante i crediti dei propri associati.

Il giorno 9 ottobre Massa si è recato alla Farnesina per un incontro col Ministro Pl., Dott. Antonio Badini al quale ha chiesto copia del processo verbale della riunione di Tripoli e gli è stato ribadito che non è stato sottoscritto alcun processo verbale e quanto stabilito in quella riunione farà parte di un unico accordo per altre questioni quali il blocco delle commesse trattato dal Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Baldocci, negli stessi giorni presente a Tripoli.

Lo stesso giorno, in serata, vi è stato un incontro a Roma tra il Presidente Berlusconi e l’Ambasciatore libico a Roma, Dott. Alobeidi, del quale non è dato di conoscere gli argomenti trattati ma da indiscrezioni ci risulta per una eventuale visita di Berlusconi a Tripoli il prossimo 28 ottobre.

Il 9 e 10 ottobre il Presidente Massa ha incontrato alcuni parlamentari dichiaratisi disponibili a difendere nelle sedi opportune i diritti delle imprese creditrici della Libya chiedendo loro un appoggio non limitato alle interrogazioni parlamentari. Ha sollecitato la segreteria di Berlusconi e di Fini per un incontro.

Il 15 ottobre il Presidente Massa telefona all’Ambasciata d’Italia a Tripoli e gli viene confermato che al momento non è stato sottoscritto alcun accordo su quanto concordato tra l’Ambasciatore Baldocci e le Autorità libiche nei primi giorni di ottobre a Tripoli.

Nello stesso giorno telefona all’Ing. Zito dell’ALI a Tripoli per aver notizia sulle iniziative intraprese per la definizione della questione crediti e gli viene risposto che hanno avuto i primi contatti ma si attende il rientro del Vice Presidente Ing. Matug, previsto per sabato 19 ottobre, per dare maggiore impulso nell’operatività con le istituzioni libiche

Il 25 ottobre il Presidente Massa assieme alla Sig.ra Ortu, Presidente dell’AIRL, vengono ricevuti a Palazzo Chigi dal Vice Presidente del Consiglio On.Fini. Sono presenti anche il Capo di Gabinetto Cons.Salvatore Strecola ed il Ministro PL. Dott.Cesare M. Ragaglini, che accompagnerà il Presidente Berlusconi agli incontri di Tripoli del 28 ottobre. Massa espone tutte le perplessità sulla bozza di accordo preparata relativamente ai crediti in quanto in essa non sono definiti tempi certi per la conclusione del problema e per ipagamenti. L’On.Fini, nell’assicurare l’impegno del Governo sulle aspettative delle due Associazioni, ha voluto che si diramasse un comunicato stampa sull’incontro e si intrattenuto per oltre un’ora a colloquio personale con Massa.

28 ottobre – Il Presidente Berlusconi si reca in visita ufficiale a Tripoli ed ha un lungo colloquio col Col. Gheddafi. Alla fine viene firmato un accordo tra i due Capi di Governo, Berlusconi e Shamek alla presenza del Colonnello Gheddafi, nel quale, per quanto riguarda il problema delle imprese italiane, si stabilisce:

A) – incaricare la Società Mista Italo-Libica di elaborare una relazione conclusiva su tale questione, da presentare entro il mese di novembre 2002 al Comitato Misto competente per tale materia;
- la Società Mista Italo-Libica predisporrà la relazione sopraccitata in coordinamento con la
Banca Arabo-Italiana (UBAE), per il calcolo dei tassi d’interesse,di cambio e per le altre questioni finanziarie, secondo quanto previsto dai contratti stipulati tra le imprese dei due Paesi;
- sulla base di tale rapporto da parte sua il Comitato inoltrerà, entro il 15 dicembre 2002, le proprie valutazioni alle Autorità dei due Paesi al fine di consentire il pagamento delle somme dovute dalla Grande Giamahiria entro il 31.03.2003.

Il 4 novembre il Presidente Massa invia un fax di ringraziamento al Vice Presidente FINI seguito l’11 novembre da una lettera sia al Presidente Berlusconi sia allo stesso Vice Presidente.

Dal 4 al 19 novembre Massa prende quasi giornalmente contatti con l’ALI, UBAE e MAE per sollecitare l’attuazione degli accordi di Tripoli ma le prime due dichiarano di non aver ricevuto alcun incarico.
Il 15 novembre il Presidente Massa si reca presso l’UBAE per la consegna della documentazione creditizia delle aziende associate e viene ricevuto dal Dott.Gargasole, il quale gli conferma quanto ripetuto sino al giorno prima circa l’incarico e di rivolgersi al MAE.

Il 18 novembre il Governo libico approva il testo dell’accordo del 28 ottobre.

Il 19 novembre Massa invia un fax urgente al Vice Presidente On.Fini per informarlo sulla situazione e chiedendo un deciso intervento di Palazzo Chigi per l’attuazione degli accordi ed il rispetto dei tempi.

Il 25 novembre Massa, accompagnato dal Dott.Giardi, viene ricevuto dal Ministro Giovanardi al quale esprime tutta la propria contrarietà per l’andamento della verifica dei crediti e sulla possibilità reale dello slittamento dei tempi.

Per lo stesso giorno viene convocato a Roma, presso il Ministero Affari Esteri, l’Ambasciatore Alobeidi al quale viene espresso il disappunto per il ritardo nell’attuazione degli accordi di Tripoli.

Il 26 novembre si viene a conoscenza che la verifica dei crediti viene effettuata da Ministero Esteri con la collaborazione dell’UBAE.

Dopo solleciti al MAE, il Presidente Massa viene convocato per il 27 novembre alla Farnesina per la disamina della documentazione creditizia dei propri associati.


27 novembre 2002 – Massa, accompagnato dal Dott. Agostini dello Studio Cicciotti e dall’associato Sen. Pezzullo, si reca al MAE dove hanno un’ incontro con il Cons. Marcelli ed il Dott. Gargasole e Sig.ra D’Angelo dell’UBAE. Vengono esaminate solo sei pratiche e per alcune delle quali vengono chiesti altri documenti ad integrazione. Massa consegna comunque la documentazione di tutti gli associati con relative schede. Viene fissato un ulteriore incontro per il 2 dicembre.

2 dicembre 2002 – Altro incontro presso il MAE con le stesse persone, vengono consegnati i documenti richiesti nella seduta precedente ed esaminate le altre documentazioni. Vengono chiesti, per queste, altri documenti e fissato un ultimo appuntamento per verificare la posizione creditizia di due associati che non hanno fornito all’AIRIL la documentazione relativa. Il Presidente Massa invita il Cons.Marcelli a contattare telefonicamente i suddetti ed invitarli a presentarsi il giorno 6 presso il M AE.

Il 6 dicembre altro incontro presso il MAE al quale partecipa anche uno dei due associati con la propria documentazione. Massa consegna la documentazione integrativa richiesta nella precedente riunione e si esaurisce l’esame pratiche tra AIRIL e MAE-UBAE.

Tra il 6 ed il 18 dicembre 2002 Massa sollecita più volte il Ministero Esteri e l’UBAE a rendere noti all’Associazione le risultanze della verifica dei crediti senza ricevere alcuna risposta.

Il 18-19-20 dicembre 2002 si tiene a Roma la riunione del Comitato Misto per i crediti alla quale partecipa anche il Vice Direttore dell’UBAE il quale dichiara di aver contattato in collaborazione col MAE solo 79 aziende, di non aver potuto ultimare il rapporto per mancanza di tempo e chiede uno slittamento dei tempi al 15 febbraio 2003. Il Comitato concede il termine del 31 gennaio per il completamento della verifica e concorda di riunirsi a Tripoli dal 18 al 20 febbraio per ricevere tale rapporto,senza che ciò pregiudichi la data del 31 marzo 2003 per il pagamento, come concordato tra Berlusconi e Shameek a Tripoli

Il 28.10.02. Leggasi il Processo Verbale del 20.12.02 nella pagina web Notizie della finestra Servizi e Notizie del sito www.airil.it.

Il 10 febbraio 2003 il Presidente dell’AIRIL viene a conoscenza che Confindustria ha destinato ad altro incarico il Dott. D’Agata per cui a rappresentare la Confederazione nel Comitato Misto sarà un altro funzionario. A tale notizia invia un fax urgente al Presidente
D’Amato e per conoscenza al Direttore Generale Dott. Parisi. ( testo leggibile nella pagina Attività del Presidente). Risultato: il Dott. D’Agata rappresenterà ancora Confindustria in seno al Comitato Misto crediti.

Il 18/20 febbraio 2003 si riunisce a Tripoli il Comitato Misto per i crediti (leggasi composizione delle due delegazioni,italiana e libica, nella pagina Notizie della finestra Servizi e Notizie del sito). Vengono presentati due distinti rapporti uno ALI ed un altro UBAE . Quello dell’ALI con gli allegati dei debiti delle imprese italiane nei confronti di vari Enti libici e delle somme versate dai debitori libici presso banche libiche o presso il Ministero delle Finanze libico a favore di imprese italiane mentre il rapporto UBAE si
limita all’analisi ed alla classificazione della documentazione creditizia presentata dalle varie imprese italiane, allegando una tabella riepilogativa. Mentre il primo rapporto determina il tasso di cambio riportando tutte le varie valute al Dollaro USA (come nelle schede predisposte dall’AIRIL), il secondo riporta il tutto in euro col cambio al 15 giugno 1999 (accordo SACE). Entrambi i rapporti sono nella stessa pagina web di cui sopra.

Nasce una contestazione sia da parte libica che non riconosce come veritiero quanto riportato dall'UBAE sia da parte del rappresentante AIRIL per il tasso di cambio, l'esclusione di alcuni crediti per errate ed autonome motivazioni e per la mancanza del calcolo degli interessi da parte UBAE. La conclusione prevede una prossima riunione a Roma il 18 marzo dopo che da parte libica sarà verificata la documentazione presso l'UBAE e saranno rielaborati i calcoli in considerazione delle contestazioni presentate. Il Processo Verbale di tale riunione può essere letto nella pagina Notizie del nostro sito.

21 febbraio 2003 il Presidente Massa informa Palazzo Chigi sulla riunione di Tripoli e manifesta le sue preoccupazioni sul prosieguo delle trattative.

Il 25 febbraio 2003 Massa si reca col Sen. Pezzullo all'UBAE ed incontra il Direttore Dott. Sisto per essere informato sull'andamento delle verifiche dei crediti in corso da parte dei libici. Successivamente Massa si reca a Palazzo Chigi dove viene ricevuto e chiede un autorevole intervento del Presidente Berlusconi col Leader Gheddafi perché non siano frapposti ostacoli agli accordi sottoscritti a Tripoli il 28 ottobre 2002 ottenendo assicurazioni in merito.

Il 26 febbraio 2003 Massa riceve, via fax, una lettera dal Direttore per l'Internazionalizzazione di Confindustria, Avv. Ugo Mazza, alla quale risponde con fax del 27 febbraio 2003 ribadendo la necessità che il Dott. D'Agata sostenga i diritti delle imprese italiane creditrici in seno ai Comitati Misti sino alla definizione della controversia.

Il 3 marzo 2003 Massa riceve una lettera del Direttore Generale per i Paesi del Mediterraneo e M.O., Ambasciatore Badini, con invito agli associati AIRIL a partecipare alla riunione del 25 marzo (ore 9,30-12,00) presso la Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina per l'infrastruttura da realizzare nella Grande Jamahiriah ( testo leggibile nella pagina Rapporti Italo-libici – Agenda).

Il 5 marzo 2003 Massa viene informato dal Dott. Marcelli del MAE che la riunione del Comitato Misto per i crediti fissata per il 18 è slittata al 24 marzo.

Il 23 marzo il MAE informa che la riunione del Comitato Misto prevista per il 24 marzo è slittata al 27 marzo alle ore 16. Il Presidente Massa chiede ed ottiene un incontro con i funzionari del MAE per il giorno 25 marzo alle ore 16. Lo stesso giorno Massa chiede a Confindustria ed ANCE un incontro che viene fissato per il 25 marzo alle ore 10.

Il 25 marzo 2003 avviene l'incontro presso la CONFINDUSTRIA presenti l'Avv. Mazza, il Dott. D'Agata, la Dott.ssa Travaglini , il Dott. Fadini dell'ANCE, Massa e Dott. Fogliamanzillo dell'AIRIL. Massa espone le sue preoccupazioni per quanto avvenuto a Tripoli in seno al Comitato Misto del 18-20 febbraio e consegna il rapporto elaborato dal Dott. Fogliamanzillo sui criteri di esame dei crediti effettuati da ALI ed UBAE. Il Dott. Fogliamanzillo illustra in sintesi il contenuto ed il danno derivante alle imprese creditrici.

Massa conclude con un invito alle altre due organizzazioni in seno al Comitato Misto a meditare su tale rapporto ed, a difesa delle aziende, avere una linea comune. Invita inoltre entrambe ad essere presenti alla riunione presso la Farnesina previsto per il pomeriggio.

Il 25 marzo alle ore 16 Massa,Fogliamanzillo,D'Agata, Travaglini e Fadini si recano al MAE ed incontrano il Ministro Pl. D'Auria, i Consiglieri Marcelli e Bellavia. All'illustrazione fatta da Massa e Fogliamanzillo, concordi anche i rappresentanti di Confindustria e Ance, vi è una contestazione da parte del Cons.Bellavia che, a nostro giudizio, non si basa su valutazioni concrete per cui il Ministro D'Auria chiede all'AIRIL di fornigli, prima della riunione del 27 marzo una tabella riepilogativa e comparativa dei crediti e debiti secondo i rapporti ALI ed UBAE presentati a Tripoli. Anche se il tempo è breve l'AIRIL si impegna ad elaborarla e farla pervenire.

Il 27 marzo mattina, via fax via e-mail, l'AIRIL invia la tabella richiesta al MAE e per conoscenza a Confindustria ed Ance.

Il 27 marzo alle ore 16 Massa e Fogliamanzillo si recano alla Farnesina per la riunione del Comitato Misto per i crediti ed incontrano il Dott. D'Agata e la Dott.ssa Travaglini di Confindustria, l'Ing. Fasano ed il Dott. Fadini dell' Ance, l'Avv. Alessio dell'Enterprise, il Dott.Sisto ed il Dott. Gargasole dell'UBAE, il Ministro D'Auria con i Consiglieri Marcelli e Bellavia del MAE. Giungono anche alcuni rappresentanti libici accompagnati dal Dott. Shebani dell'Ambasciata. Esce una nota di agenzia, il VeLino diplomatico, con una intervista all'Ambasciatore Badini nella quale dichiara che con la riunione del Comitato Misto crediti del pomeriggio si da attuazione agli accordi di Tripoli e saranno pagate entro il 31 marzo le prime 70 aziende italiane. Ad un certo momento veniamo a conoscenza che l'Ambasciatore Badini è a colloquio col Capo Delegazione libica, ing. Matug, e man mano vengono introdotti nella sua stanza gli altri componenti di parte libica ed infine il Direttore dell'UBAE, dott. Sisto. Alle 20,30 ci viene comunicato dal Cons.Bellavia che si stava negoziando un accordo che avrebbe previsto il pagamento di tutte le somme inferiori a 500mila euro, di quelle depositate presso banche o Ministero del Tesoro libico, e per le altre come pure per gli interessi se ne sarebbe parlato in altro comitato misto da tenersi entro maggio. Inoltre, sempre per quanto riferitoci dal Cons.Bellavia, sarebbero state stralciate dal pagamento i crediti confermati da lodi di Corti internazionali, da sentenze definitive ma in corso di delibazione in Italia, quelli verso privati libici, quelli la cui titolarità attuale sarebbe risultata diversa da quella iniziale, quelli derivanti a sequestri di cantiere o attrezzature quelli con grado di giudizio non definitivo, quelli con sentenze libiche ma la cui titolarità è di un consorzio di imprese di altra nazione ma con lavori effettuati da impresa italiana ed infine quelli per la parte non assicurata ma che inizialmente erano coperti da assicurazione SACE. Queste affermazioni del Cons.Bellavia, portate come un primo grande risultato, sono state contestate da parte di AIRIL, CONFINDUSTRIA ed ANCE. Alle 21,30 il Ministro Pl. D'Auria ci comunica che il negoziato sarebbe ripreso l'indomani alle 10 e che si stava sulla buona strada per un accordo che soddisfacesse le organizzazioni a tutela delle imprese italiane.

Il 28 marzo alle 10 ci rechiamo alla Farnesina per sentirci dire che le trattative erano state interrotte per l'indisponibilità libica a rispettare gli accordi di Tripoli del 28 ottobre 2002. Nota: sia il 27 sia il 28 l'Ambasciatore Badini non ha creduto opportuno incontrarci! Dalla Farnesina Massa raggiunge Palazzo Chigi ed informa di quanto avvenuto il Consigliere Diplomatico del Presidente del Consiglio, Ministro Scarante.

Il 1° aprile 2003 consegna alla Segreteria di Palazzo Chigi una lettera per il Presidente del Consiglio ed un'altra per il Vice Presidente Fini.

Il 9 aprile il Ministro Giovanardi riceve a Palazzo Chigi il Presidente Massa e lo assicura di un suo intervento diretto col Presidente Berlusconi.

L'11 di aprile esce in prima pagina di un quotidiano romano l'intervista alla Segreteria del Vice Ministro Urso ed al Consigliere Bellavia del Ministero Esteri che è tutta da leggere.

Il 6 maggio l'Ambasciatore Badini invita un gruppo di aziende italiane ad una riunione presso la Farnesina per illustrare le prospettive di lavoro in Libya per le infrastrutture che vedrebbero favorite le imprese italiane dal nuovo clima di cooperazione portato avanti dalla nostra diplomazia. Interviene il rappresentante di una importante azienda italiana che fa presente all'Ambasciatore che persiste ancora l'insolvenza libica sui vecchi crediti, per cui la Libya non risulta affidabile in special modo dopo la mancata attuazione di un accordo sottoscritto da i massimi rappresentanti dei due Paesi.

Il 7 maggio il Presidente Massa, venuto a conoscenza della riunione del giorno prima, chiede ed ottiene un colloquio col Ministro Giovanardi al quale espone tutto il suo rammarico per ciò che sta organizzando la Farnesina senza che si sia risolto il problema dei crediti. Il Ministro Giovanardi prende immediati contatti con l'Ambasciatore Badini al quale fa presente che la questione crediti è prioritaria a qualsiasi nuova iniziativa. Riceve assicurazioni che entro il 9 giugno gran parte dei crediti saranno pagati.

Il 20 maggio il Presidente Massa viene a conoscenza di proposte indecenti e lesive degli interessi delle imprese italiane avanzate dall'Ambasciatore Badini e dal Consigliere Bellavia alla parte libica, Di tali proposte, inutile dirlo, non era mai stato fatto accenno in precedenza, temendo di dover affrontare, in quel caso, lo sdegno di tutti coloro il cui credito è stato dichiarato legalmente certo ed esigibile.

Alla luce di ciò, il 21 maggio il Presidente Massa invia una lettera aperta al Presidente Berlusconi ed altra missiva al Presidente della Repubblica Ciampi, quale massimo tutore del diritto.

Il 26 maggio il Sottosegretario agli Esteri, Sen. Mantica, risponde per iscritto alle interrogazioni presentate da Onorevoli e Senatori dei vari partiti con una nota (certamente non stilata e non letta da Lui), dalla quale si evince chiaramente in che mani è affidata la vertenza.

Lo stesso giorno il Presidente Massa invia una lettera ai 60 tra Senatori e Deputati che si sono attivati nelle sedi opportune a difesa delle imprese italiane con l'invito a farsi promotori di una conferenza stampa sull'argomento ed adoperarsi, attraverso i rappresentanti dei propri partiti in seno alle Commissioni Esteri ed Attività Produttive, al fine di promuovere un'audizione nelle sedi delle due Commissioni di una delegazione di imprenditori associati all'AIRIL.

Il 5 giugno il Ministro Frattini si reca in Libya e dichiara che, in occasione degli incontri di Tripoli, ha ricevuto assicurazioni circa il pagamento dei crediti alle imprese italiane entro il mese e sulla concessione dei visti per i rimpatriati dalla Libya.

Il 9 giugno il Presidente Massa riceve una lettera datata 4 giugno 2003 da parte del Consigliere Diplomatico del Presidente della Repubblica Ambasciatore Antonio Puri Purini in riscontro alla lettera del 21 maggio.. In essa nell'assicurare che il Capo dello Stato segue con attenzione gli sforzi in atto per giungere ad una soluzione della vicenda lo invita a mantenersi in contatto con la Farnesina (Consigliere Bellavia tel…….,) lo stesso di iniziative e di dichiarazioni poco edificanti.

Il 13 giugno Massa riceve una cortese lettera dal Segretario Generale del Senato della Repubblica, datata 9 giugno2003, con la quale, per incarico del Presidente del Senato ed in riscontro alla lettera inviata il 26 maggio (Il Presidente del Senato è fra i 60 Senatori che hanno sostenuto la difesa dei diritti delle imprese italiane), lo informa che la richiesta di audizione presso la III ^ e X^ Commissione è stata rappresentata ai rispettivi Presidenti e lo invita a prendere gli opportuni contatti. Il Presidente Massa prende contatti con il Presidente della X^ Commissione, Sen.Pontone, e con il Presidente della III^ Commissione, Sen. Provera, illustrando l'urgenza di un'audizione.

Il 10 luglio giunge un telegramma di invito dei Sen.Pontone e Provera per l'audizione nella sala della III^ Commissione con le due Commissioni congiunte per martedì 15 luglio alle ore 14,30.

Il 15 luglio il Presidente Massa accompagnato dagli associati ing.De Camillis, ing.Giamminuti e dott.Pezzullo si reca al Senato per l'audizione presso Le Commissioni III^ Affari Esteri e X^ Attività Produttive in seduta comune e legge la sua relazione che si conclude con due soluzioni al problema: lo Stato Italiano si faccia carico dei crediti vantati dalle imprese italiane o inserendo nella prossima finanziaria gli stanziamenti oppure dia una garanzia reale a quegli istituti di credito che si sono dichiarati disponibili a pagare le imprese ed attendere che il Governo libico paghi. Gli associati espongono le loro avventure in Libya ed espongono lo stato in cui si trovano per l'insolvenza libica. Intervengono i Senatori Danieli e Coviello per la minoranza e D'Ippolito e Mugnai per la maggioranza che, dichiarandosi ben consapevoli del problema, dichiarano di essere disposti ad appoggiare la seconda proposta di Massa e cioè quella della garanzia sovrana.

Il 24 settembre, a seguito della interpellanza dell'On.D'Agrò al Governo, Il Ministro Giovanardi rispondendo alla Camera dei Deputati afferma che non si tratta più di trattative ma di far rispettare dai libici gli accordi sottoscritti a Tripoli dal Presidente Berlusconi e l'omologo libico, ing.Shameek il 28 ottobre 2002. L'On.D'Agrò replica che, essendo molte aziende fallite ed altre in via di fallimento per la lunga attesa, non c'è da perdere altro tempo e che il Governo dia una garanzia reale a quegli Istituti di credito disponibili al pagamento immediato alle imprese nell'attesa che vengano rispettati gli accordi d i Tripoli.

Il 16 ottobre 2003 presso la sala congressi Capranica in Roma si tiene un convegno incontro, organizzato dall'AIRIL, delle imprese creditrici della Libya con Governo e Parlamentari alla presenza della stampa e mass media. Sono presenti i rappresentanti di Confindustria, Assoafrica, Ance,Ministero Affari Esteri e AIRL, Associazione dei rimpatriati dalla Libya, nonché parlamentari di vari partiti. Introduce i lavori il Presidente Massa che, nella sua relazione, denuncia l'aberrante politica estera dei vari Governi che si sono succeduti negli ultimi 33 anni ed il mancato stato di diritto vigente in Italia. A moderatore del convegno è chiamato il Direttore de L'Opinione, Arturo Diagonale. Hanno preso la parola Daniele Capezzone dei Radicali Italiani, il Presidente dell'AIRL, Giovanna Ortu, l'On.Lettieri della Margherita. Il Ministro Giovanardi per il Governo, il Prof..Augusto Sinagra, ordinario di diritto intenazionale all'Università La Sapienza , l'On.D'Agrò dell'UDC, l'Ambasciatore Riccardo Sessa, Direttore Generale per i Paesi del Mediterraneo e M.O. della Farnesina, l'On. Patrizia Paoletti Tangheroni di FI, il Sen. Giaretta della Margherita, l'On. Massimo Poliedri della Lega Nord Padania ed il giornalista Antonio Parisi. (tutti gli interventi sono stati registrati e possono essere visti ed ascoltati dal nostro sito in Iniziative delll'Associazione) .

In relazione alla disponibilità di tutti i parlamentari intervenuti il Presidente Massa consegna ai relatori di maggioranza e di minoranza, Sen Taralli e Giaretta, i motivi per la presentazione di emendamenti alla finanziaria sia per gli indennizzi ai rimpatriati dalla Libya sia per la garanzia sovrana dello Stato a favore delle imprese creditrici della Libya. Gli emendamenti presentati decadono per la fiducia richiesta dal Governo al Senato. Gli emendamenti vengono ripresentati alla Camera dove accade la stessa cosa ma nella seduta del 17 dicembre 2003 su insistenza dell'On.D'Agrò viene votato un ordine del giorno che impegna il Governo a provvedere. La votazione si conclude con 430 voti a favore,7 astenuti e 6 contrari. (anche tale seduta della Camera può essere vista ed ascoltata, grazie a Radio Radicale, dal nostro sito internet)

29 Gennaio 2004 - Il Presidente Berlusconi riceve a Palazzo Chigi il Ministro degli Esteri Libico, Amb. Shalgam, l'Ambasciatore a Roma Alobeidi e quello presso il Vaticano Ghaddur. Durante il colloquio il presidente ritiene oppurtuno di chiamare telefonicamente il collonello Gheddafi. Ne sortisce la convinzione che soltanto con un incontro diretto si possano risolvere i contenziosi fra i due Paesi per cui da la sua disponibilità a recarsi in Libia il 10 febbraio venturo.

Il Presidente Massa contatta i vari Parlamentari resisi disponibili per la causa dei crediti affichè nelle varie Istituzioni facciano pressione sul Governo.

Il 10 febbraio 2004 viene presentata alla Camera una risoluzione (7-00368) a firma dell'On. Valdo Spini ed Altri affichè nella visita di Berlusconi in Libia sia affrontato e risolto il problema dei crediti.

Nello stesso giorno il Presidente Berlusconi si reca a Sirte in Libia ed ha un incontro con il Col. Gheddafi dal quale ne scaturisce un ulteriore richiesta Libica per i danni di guerra e del colonalismo ammontante ad oltre 3000 miliardi di euro ( costruzione di una autostrada tra il confine egiziano e quello tunisino). Il Presidente Berlusconi si riserva di rispondere.

Il 14 febbraio 2004 il Presidente Massa scrive un articolo sul L'Opinione circa il viaggio di Berlusconi a Tripoli.

Il 3 marzo 2004 il Presidente Massa invia una e-mail a tutti i componenti della III^ commissione Affari Esteri della Camera, essendo prevista la discussione della risoluzione del 10 febbraio dell'On.Valdo Spini.

Il 4 marzo 2004 viene discussa alla Commissione Esteri della Camera la risoluzione Valdo Spini modificata (8-0071) che viene approvata all'unanimità.

Il 19 marzo 2004 il Presidente Massa invia al Presidente del Consiglio una lettera in cui chiede che il governo tenga fede alla volontà espressa in Parlamento e in commissione Esteri emettendo un provvedimento risolutivo del problema crediti, minacciando, in mancanza, di adire le vie legali con una atto di messa in moro.

Il 1 aprile 2004 il Presidente Massa invia al Ministro Giovanardi una lettera affinché non vengano disattesa la volontà del Parlamento.

Il 16 aprile 2004 il Presidente Massa incontra il Direttore Generale per i paesi del Mediterraneo e M.O., Ambasciatore Sessa al quale esprime tutto il suo disappunto per la situazione di stallo che perdura da parecchi mesi. L'Amb. Sessa assicura che affronterà il problema con il ministro Frattni nell'incontro previsto il 19 aprile prossimo.

Il 7 luglio 2004 l'AIRIL e 12 aziende ad essa associate notificano a mezzo Ufficiale Giudiziario, un atto di diffida e messa in mora al Presidente del Consiglio, al Ministro dell'Economia ed al ministro degli Affari Esteri affinchè il Governo, disatteso l'impegno del 31 marzo 2003 per il pagamento dei crediti e dopo le sollecitazioni del Parlamento del 17 dicembre 2003 e della commissione Esteri della Camera del 3 marzo 2004, provveda entro 30 giorni ad indenizzare le imprese della sorta capitale, rivalutazione monetaria ed interessi, riservandosi gli attori la richiesta di danno.

7 Agosto 2004 - Non giunge nessuna risposta da parte del Governo all'atto di diffida e messa in mora.

18 Settembre 2004 - Grazie all'impegno diplomatico del Governo italiano vengono revocate le sanzioni americane contro la Libia.

22 Settembre 2004 - Il Presidente Massa invia una email a Deputati e Senatori al fine di promuovere un'interrogazione Parlamentare a risposta scritta affinchè sia tolta la segretazione agli accordi bilaterali italo-libici del 28 ottobre 2002.

7 Ottobre 2004 - Interrogazione a risposta scritta dell'On Borrelli ed altri al Presidente del Consiglio su quanto richiesto dal Presidente Massa il 22 ottobre.

7 Ottobre 2004 - Inaugurazione del Gasdotto Eni tra Libia e Italia alla presenza del colonnello Gheddafi e del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi. Viene cancellato dal calendario delle festività libiche il "Giorno della Vendetta" che viene trasformato nel "Giorno dell'Amicizia" nonchè viene assicurato agli italiani espulsi dalla Libia nel 1970 di poter ottenere il visto di ingresso.

14 Ottobre 2004 - Interrogazione a risposta scritta dell'On Lettieri al Presidente del Consiglio su quanto richiesto dal Presidente Massa il 22 ottobre.

24 Ottobre 2004 - Alcuni associati AIRIL convengono di adire la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nei confronti dello Stato Italianao, per il riconoscimento dei loro diritti e il pagamento dei danni subiti.

17 Dicembre 2004 - Risponde il Sottosegretario Mantica all'interrogazione dell'On.Lettieri, senza trattare la richiesta avanzata dal parlamentare sulla segretazione degli accordi italo-libici del 28/10/02.

28 Dicembre 2004 - 10 aziende associate AIRIL presentrano ricorso alla Corte Europea a mezzo dell'avv. Giovanni Romano.

23 Febbraio 2005 - Il Presidente Massa e il consigliere Buzzi incontrano alla Farnesina il consigliere giuridico del Ministro Fini, il Dott. Alesse, e successivamente il ministro Pl Del Balzo e i consiglieri Flumiani e Mannella ai quali esprimono il loro disappunto per le modalità con le quali si vorrebbe definire il problema dei crediti delle aziende italiane creditrici della Libia.

15 Marzo 2005 - Le aziende associate AIRIL, attraverso l'avv. Giovanni Romano, presentano alla Commissione Europea a Bruxelles una richiesta, ai sensi degli articoli 211 [ex 155] e 226 [ex 169] del Trattato UE, di avvio di procedura di infrazione dei confronti dello Stato Italiano, in riferimento agli art. 56 co. 1 e 2, 57, 58, 59, 60 di tale Trattato di rispetto delle norme regolanti la "Procedura di infrazione in caso di ottemperanza al diritto comunitario".

17 Marzo 2005 - Il consigliere Buzzi incontra al MAE il consigliere Flumiani esponendo i motivi di salvaguardia, basilari per qualsisasi accordo, dei diritti acquisiti e confermati dalla verifica UBAE delle imprese associate AIRIL.

10 Luglio 2005 - Leone Massa riceve informazioni da Tripoli della disponibilità avanzata dai Libici alla nostra ambasciata per un incontro, da tenere a Roma entro luglio, di una loro delegazione per discutere del problema crediti che non ha avuto ancora riscontro dal Ministero Esteri Italiano. Ciò ha determinato lo spostamento della disponibilità nel mese di Settembre. Il Presidente Massa chiama telefonicamente il Consigliere Flumiani per chiederne conferma e gli viene risposto di non esserne a conoscenza.

29 Agosto 2005 - Massa chiama il Ministero Esteri per informazioni ed il consigliere Luzzi gli comunica che il 12 e 13 Settembre sarebbe stata fissato a Roma, presso il MAE, un incontro del Comitato Misto per i crediti e che il Ministro PL Sessa avrebbe dovuto incontrare i rappresentati delle imprese creditrici il giorno 6 settembre alle ore 10:30. Massa si dichiara disponibile.

1 Settembre 2005 - Massa scrive una lettera al Ministro Fini informandolo di quanto comunicatogli dal consigliere Luzzi e invitandolo a far partecipare alle due riunioni una sua persona di fiducia.

6 Settembre 2005 - Incontro al MAE con il Direttore Sessa, consiglieri Fluzzi e Flumiani , D'Agata per AssAfrica, Dott.essa Biondi per Confindustria, Ing. Fasano e Dott. Fadini per ANCE. Il Presidente Massa è accompagnato dal consigliere dell'Airil, Ing Buzzi. Il Ministro Sessa dichiara di aver ricevuto un'offerta informale da parte libica di 222.889.196,44 euro per chiudere la questione crediti; da detta cifra sarebbero esclusi i crediti speciali riguardanti gli armamenti e costituirebbe la linea del Piave oltre la quale i libici non sono disposti a trattare e sarebbe opportuno cogliere questa opportunità. Massa fa presente che non si tratta del "Piave" ma di "Caporetto", anche le alltre associazioni si trovano daccordo con Massa. Per maggiori dettagli leggere il resoconto dell'incontro al MAE del 6/09/05. Il Ministro Sessa chiede alle associazioni di partecipare all'incontro del 12 e 13 settembre con un proprio delegato.

12 Settembre 2005 - Si riunisce a Roma presso MAE il Comitato Misto per i crediti e come previsto dal Presidente Massa è un completo fallimento. Alla fine dei lavori del giorno 12 il presidente Massa dichiara al Ministro Sessa che la delegazione dell'AIRIL non parteciperà al proseguo del giorno 13 per una questione di dignità personale e dei propri Associati. Per maggiori dettagli si può leggere il resoconto redatto dal consigliere Buzzi sull'andamento dei lavori.

13 Settembre 2005 - Il Presidente Massa si reca alla ore 10:00 al MAE, come concordato con il Ministro Sessa, per un incontro personale con lo stesso. Purtoppo per impegni improvvisi con il Segretario Generale, il ministro Sessa non lo ha potuto ricevere. Massa accompagnato sempre dal consigliere Buzzi si è recato presso il consigliere giuridico del Ministro Fini, il Professore Alesse, esponendo le motiovazioni del ritiro della delegazione dell'Airil, trovando pienamente daccordo il consigliere.

Al ritorno in sede, Massa invia un Fax alle ore 17:45 [ riunione prevista alle ore 18:00 ] al Ministro Sessa con suggerimenti sul comportamento nei confronti dei Libici nella riunione del 2° giorno dei lavori.

14 Settembre 2005 - Massa invia un fax al Professore Alesse, consigliere giuridico di Fini, al quale allega il sopracitato fax per il Ministro Sessa del giorno precedente.

21 Settembre 2005 - Il Presidente Massa invia una lettera al Ministro Fini in cui esprime il suo disappunto per lo svolgimento del comitato misto crediti del 12 e 13 settembre e chiede che il problema venga portato all'attenzione del Presidente Berlusconi e del Governo nella sua collegialità.

7 Ottobre 2005 - Il Presidente Massa invia una lettera al Ministro Giovanardi per portare in Consiglio dei Ministri il problema dei crediti delle imprese italiane.

11 Ottobre 2005 - Massa invia una lettera al Sottosegretario del Presidente del Consiglio, Gianni Letta, per lo stesso motivo.

11 Ottobre 2005 - Massa invia una bozza di emendamento alla finanziaria 2006 a tutti i Capigruppo del Senato che preveda una garanzia sovrana dello Stato alle imprese creditrici della Libia associate all'AIRIL per 100 milioni di euro.

21 Ottobre 2005 - I Senatori Monti e Franco Paolo [LP], Lauro [CDL] e Giaretta [Margherita] presentano emendamenti alla Finanziaria 2006 in favore delle aziende creditrici della Libia.

In data 1 novembre i 3 emendamenti, di cui sopra, vengono respinti.

7 Novembre 2005 - Il Senatore Fasolino [FI], in sede di discussione in aula della Finanziaria 2006, sollecita la garanzia sovrana dello Stato a favore delle imprese creditrici della Libia associate all' AIRIL.

11 Novembre 2005 - Il presidente Massa incontra a Sorrento il Presidente del Consiglio Berlusconi e gli consegna una lettera con la proposta dell'AIRIL per la soluzione del problema delle imprese creditrici della Libia.

24 Novembre 2005 - Gli On. Borrelli, Ruzzante e Spini presentano un emendamento alla Finanziaria 2006 a favore delle imprese creditrici della Libia. Altri emendamenti sono stati presentati dagli On. Luigi D'Agrò, Mario Lettieri, Edmondo Cirielli.

9 Dicembre 2005 - Il Presidente invia una lettera, via fax, al Ministro dell'Economia, onorevole Giulio Tremonti per la garanzia sovrana dello Stato alle imprese creditrici della Libia.

20 Marzo 2006 - Notificato atto di citazione da avv. Tartaglia al Presidente del Consiglio per responsabilità nella gestione degli interessi delle imprese creditrici della Libia aderenti all'AIRIL.

24 Marzo 2006 - Notificato atto stragiudiziale da avv. Romano, per conto dell'AIRIL, al Presidente del Consiglio finchè non sia versata alcun importo, in qualsiasi forma, alla Libia prima che siano soddisfatti i crediti delle imprese italiane.

15 Giugno 2006 - Prima udienza presso la 2° sezione civile del Tribunale di Roma ( Dott. Archidiacono ) della vertenza contro lo Stato italiano promossa da 12 aziende aderenti all'AIRIL. Sono intervenuti gli avvocati Tartaglia e Creta per i ricorrenti e Saluzzi per l'avvocatura dello Stato. Il giudice ha dato tempo 30 giorni per integrazione dei ricorsi e memoria di replica.

15 Luglio 2006 - Depositati presso il Tribunale di Roma gli atti di replica solo da parte dei legali delle aziende. Nessun invece è stato presentato dall'Avvocatura dello Stato.

5 Settembre 2006 - Presentato disegno di Legge a firma del Senatore Giorgio Benvenuto con oggetto "Diposizioni in materia di garanzia dello Stato sui crediti vantati dai cittadini, enti ed imprese italiani per beni, lavori e servizi effettuati in Libia dal 1° gennaio 1970 al 28 ottobre 2002."

21 Settembre 2006 - Il Senato prende atto del Disegno di legge che prende il numero 934.

5 Ottobre 2006 - Aggiungono la loro firma al DDL Benvenuto n°934 i Senatori Baio e Galardi dell'Ulivo.

25 Ottobre 2006 - Presentato Disegno di Legge n° 1116 a firma del Senatore Maurizio Eufemi e cofirmatari sen. Novi (FI), Curto e Balboni (AN), Polledri e Franco Paolo (Lega Padana) con oggetto "Garanzia sovrana dello Stato per le aziende creditrici della Libia".

27 Ottobre 2006 - Aggiungono la loro firma al DDL Benvenuto n°934 i Senatori Bonadonna e Russo Spena di Rifondazione Comunista.

28 Ottobre 2006 - Aggiunge la Sua firma al DDL Benvenuto n°934 il Senatore Brutti dell'Ulivo.

14 Novembre 2006 – Presentata Mozione a firma del Senatore Pisanu ed altri della minoranza affinché il Governo si adoperi per regolarizzare i rapporti italo – libici sia per i visti ad i rimpatriati del ’70, sia per il pagamento dei crediti vantati dalle imprese italiane.

21 Novembre 2006 - Il DDL n° 934 è assegnato per l'esame alla VI Commissione per i pareri alle commissioni I, III, V, X.

6 Dicembre 2006 - Aggiungono la loro firma al DDL Benvenuto n°934 i Senatori Banti, Calvi, Ferrante, Lusi, Morgando, Rossi, Soliani, Vitali dell'Ulivo.

6 Dicembre 2006 - Il giudice della 2° Sez del Tribunale di Roma rinvia per le conclusioni la causa intentata dalle 12 aziende italiane creditrici della Libia al 31 gennaio 2008.

18 Gennaio 2007 - Presentata dell'avv. Tartaglia istanza al Tribunale di Roma per abbreviare i termini per le presentazioni delle conclusioni.

23 Gennaio 2007 - Inizia l'iter parlamentare in Commissione Finanze e Tesoro ( VI ) dei ddl 184 Ventucci - 934 Benvenuto - 1068 Benvenuto e 1116 Eufemi. Il Senatore Eufemi espone la sua relazione e viene rinviata alla prossima seduta.

24 Gennaio 2007 - Il Senatore Costa presenta un suo disegno di legge per la Garanzia sovrana dello Stato alle imprese creditrici della Libia che prende il numero 1284.

30 Gennaio 2007 - Continua l'esame dei DDL e il presidente Senatore Benvenuto concorda di costituire un comitato ristretto al fine di elaborare un testo unico e si rinvia.

31 Gennaio 2007 - Si riprende la discussione sui DDL ed il senatore Bonadonna propone che il comitato ristretto proceda alle audizioni dei rappresentanti delle associazioni dei soggetti interessati all’indennizzo. Il Presidente Benvenuto prende atto dell’unanime orientamento favorevole della Commissione su tale proposta e rinvia.

13 Febbraio 2007 - Nella seduta odierna della 6° commissione Finanze e Tesoro si è preso atto del DDL n° 1284 a cura del Senatore Costa ed il relatore Eufemi ha proposto di discuterlo assieme agli altri già presentati.

11 Aprile 2007 - Audizione presso la VI Commissione Senato del Presidente Massa per l'AIRIL, del Dott. Pierluigi D'Agata per confindustria e della Dott.essa Ortu per l'AIRL.

29 Maggio 2007 - Prosieguo esame dei DDL 934 1116 e 1284 e rinvio.

19 Giugno 2007 - Prosieguo esame dei DDL 934 1116 e 1284 e rinvio.

8 Settembre 2007 - Il Presidente Massa si reca a Tripoli ed ha incontri con l'ambasciatore Trupiano

26 Settembre 2007 - Prosieguo esame dei DDL 934 1116 e 1284 con incarico al relatore Sen Eufemi di redigere un testo unico dei tre disegni di legge.

4 Ottobre 2007 - Prosieguo esame dei DDL 934 1116 e 1284 e relazione del Sen. Eufemi che deposita il testo unificato dei tre disegni di legge. La Commissione fissa la data del 18 ottobre per la presentazione di eventuali emendamenti o ordini del giorno.

8 Maggio 2008 - Presentato dal Senatore Costa un disegno di legge (413) per la Garanzia sovrana dello Stato alle imprese creditrici della Libia

12 Maggio 2008 - Presentato dal Senatore Giovanardi un disegno di legge (465) per la Garanzia sovrana dello Stato alle imprese creditrici della Libia

13 Maggio 2008 - Presentato dal Senatore Barbolini un disegno di legge (508) per la Garanzia sovrana dello Stato alle imprese creditrici della Libia

16 Luglio 2008 - Iniziato l'esame dei disegni di legge 413 - 465- 508 presso la VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

20 Agosto 2008 - La Farnesina invita l'AIRIL a partecipare al comitato misto per i crediti da tenersi a Tripoli il 25 Agosto 2008. Il presidente Massa pone la condizione che si vada a Tripoli per imporre il rispetto del diritto e non per chiedere l'elemosina di qualche milione in più.

22 Agosto 2008 - Il Presidente Massa riceve assicurazioni in merito alle sue condizioni dal consigliere Luzzi della Farnesina.

24 Agosto 2008 - Riunione a Tripoli presso la nostra Ambasciata con l'amb.Trupiano, l'adetto commerciale Bellantone, il consigliere Luzzi della Farnesina, il dott. D'Agata di Assafrica, il geo. Finai e ing Fasano dell'ANCE, nonchè l'ing. Buzzi dell'AIRIL, in cui viene ribadito la linea di condotta del Pres. Massa da tenersi nell'incontro con la delegazione libica delgiorno successivo.

25 Agosto 2008 - Riunione del Comitato Misto per i crediti presso il Ministero dell'Economia Libico. Dopo la dichiarazione del vice ministro Siala circa la questione crediti che viene dichiarata dallo stesso un problema politico tra idue Stati e dopo l'intervento del consigliere Luzzi improntato sul rispetto del diritto, il presidente Massa lascia la riunione in quanto la questione deve essere risolta fra i due Governi.

27 Agosto 2008 - Il Presidente Massa invia una mail al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dott. Gianni Letta, per relazionarlo sugli incontri di Tripoli.

2 Settembre 2008 - Il presidente Massa icontra i sottosegretari Letta e Giovanardi per sollecitare ad un impegno risolutivo del problema dei crediti delle imprese italiane.

9 Settembre 2008 - Il presidente Massa a seguito della firma del trattato di amicizia con la Libia avvenuto il 30 agosto invia una lettere al Presidente del Consiglio Berlusconi.

7 Ottobre 2008 - La VI Commissione riprende l'esame dei DDL per la Garanzia Sovrana alla imprese creditrici della Libia. Gl iinterventi dei Senatori e del Relatore sono dilatori.

8 Ottobre 2008 - Il presidente Massa invia un fax al relatore dei DDL Senatore Vaccari, per contestare quanto richiesto nella seduta della VI Commissione ricordandogli che presso la stessa vi sono i resoconti ed i documenti rilasciati in sede di audizione nella precedente legislatura, delle associazioni AIRIL, ANCE e Confindustria. La richiesta di nuove audizioni è un inutile perdita di tempo.

11 Dicembre 2008 - Il Presidente Massa prende parte assieme al sott. Giovanardi alla trasmissione TG2 - Punto di vista, durante la quale si ribadisce da entrambe le parti l'urgenza di dare copertura e approvarei Disegni di legge per la Garanzia Sovrana dello Stato all'esame della VI Commissione.

15 Dicembre 2008 - Il presidente Massa invia telegrammi al Presidente della Rapubblica quale garante della Costituzione e al Presidente del Consiglio quale massimo esponenete dell'esecutivo, perchè siano ripsettati i dettami della Carta Costituzionale dello Stato di Diritto.

23 Dicembre 2008 - Il Governo invia al Parlamento il DDL 2041 che accompagna la retifica del trattato di amicizia italo - libico firmato a Bengasi il 30 Agosto 2008.

20 Gennaio 2009 - Sit in avanti Montecitorio del Presidente Massa con associati per ribadire il rispetto dell'articolo 35 della Costituzione.

20 Gennaio 2009 - Il Presidente Massa viene intervistato da RED TV sul trattato di amicizia e i crediti delle imprese italiane.

23 Gennaio 2009 - Il Presidente Massa e l'ing Buzzi vengono ricevuti dal Presidente della Camera Gianfranco Fini che li assicura sull'appoggio del presidente del gruppo PDL alla Camera, sen. Gasparri, per l'approvazione di un ordine del giorno che obblighi il Governo ad approvare in tempi rapidi i disegni di legge all'esame della VI Commissione.

27 Gennaio 2009 - La VI Commissione in occasione del parere sul Trattato di Amicizia italo - libico approva all'unanimita la presentazione di un ordine del giorno in assemblea per impegnare il Governo a dare parere favorevole ai DDL per la Garanzia Sovrana alle imprese.

29 Gennaio 2009 - Vengono presentati ordini del giorno dai sentaori: Amoruso, Compagna, Barbolini, Perduca Vaccari ed altri, nonchè un emendamento a firma Perduca e Barbolini.

3 Febbraio 2009 - L'Assemblea del Senato approva gli ordini del giorno presentati in merito alla Garanzia Sovrana dello Stato per le imprese creditrici della Libia con parere favorevole del Governo mentre viene respinto l'emendamento relativo.

3 Marzo 2009 - Il Comitato Generale del Popolo ratifica il trattato di amicizia firmato a Bengasi il 30 Agosto 2008. Partecipa il presidente Berlusconi che chiede perdono per il periodo coloniale. ( commento : La Storia interpretata secondo le convenienze economiche. Inizia l'era del colonialismo economico.)

5 Marzo 2009 - La VI Commissione del Senato prosegue l'esame dei DDL per la garanzia sovrana dello Stato a favore delle aziende creditrici della Libia.

12 Marzo 2009 - Seduta della VI Commissione sui DDL di cui sopra con richiesta al Governo di pronunciarsi in merito entro il mese di Marzo.

5 Maggio 2009 - L'AIRIL invia un email di sollecito al Sen. Vaccari, relatore dei disegni di legge per la Garanzia Sovrana dello Stato in esame alla 6° Commissione affichè presenti il testo unico dei disegni di legge 413, 465, 508.

10 - 13 Giugno 2009 - Visita in Italia del colonnello Gheddafi. Nell'incontro tenuto in Confindustria gli è stato rivolta la domanda sull'impegno libico di pagamento dei crediti delle imprese italiane. Ha risposto il vice ministro Siala assicurando che i crediti saranno pagati. Quando non si sà.

8 Luglio 2009 - Il Presidente Baldassari sollecita il sottosegretario all'economia per un parere favorevole del Governo sulla copertura finanziaria dei DDL per la Garanzia Sovrana.

29 Settembre 2009 - Il Senatore Barbolini presenta una interrogazione con risposta scritta sul problema dei crediti delle imprese italiane nei confronti della Libia.

6 e 7 ottobre 2009 - La VI° Commissione Senato ha posto all'ordine del giorno i tre disegni di legge sulla garanzia sovrana dello Stato per le aziende creditrici della Libia ma non sono stati trattati!

22 Ottobre 2009 - Dalle sedute del 5 e 12 Marzo 2009 in cui si conveniva la riunificazione dei tre disegni di legge in un unico testo, pur essendo stati posti all'ordine del giorno della commissione, sino ad oggi il testo unificato già predisposto dal Senatore Vaccari non è stato consegnato alla 6° Commissione sia le assicurazioni del Sottosegretario all'economia Cosentino sono state rispettate, sia il proseguio dell'esame dei disegni di legger posti all'ordine del giorno è mai avvenuto.

17, 18,19 novembre 2009 - La VI° Commissione Senato ha posto all'ordine del giorno i tre disegni di legge sulla garanzia sovrana dello Stato per le aziende creditrici della Libia ma non sono stati trattati!

24,25,26 novembre 2009 - La VI° Commissione Senato ha posto all'ordine del giorno i tre disegni di legge sulla garanzia sovrana dello Stato per le aziende creditrici della Libia ma non sono stati trattati!

1,2,3 dicembre 2009 - La VI° Commissione Senato ha posto all'ordine del giorno i tre disegni di legge sulla garanzia sovrana dello Stato per le aziende creditrici della Libia ma non sono stati trattati!

9 dicembre 2009 - La VI° Commissione Senato ha posto all'ordine del giorno i tre disegni di legge sulla garanzia sovrana dello Stato per le aziende creditrici della Libia ma non sono stati trattati!

26 gennaio 2010 - Presso la VI Commissione il presidente BALDASSARRI comunica che l'incarico di relatore sui disegni di legge 413 - 465 e 508 sarà assunto dal senatore Mura, in sostituzione del senatore Vaccari che ha cessato di far parte della Commissione.

29 marzo 2010 - La Senatrice Germontani, ed i Senatori Pontone e Compagna presentano un'interrogazione al Ministro dell'Economia perchè si esprima sulla copertura finanziaria ed i disegni di legge 413 - 465 - 508.

14 Aprile 2010 - Il Sottosegretario Molgora risponde all'interrogazione della Senatrice Germontani ed altri confondendo gli indenizzi già erogati on altre leggi ai rimpatriati della Libia con i crediti delle imprese italiane che hanno operato in quel paese.

15 aprile 2010 - Il Presidente dell'AIRIL, Senatore Pezzullo, invia una lettera al Sottosegretario Molgora nella quale fa notare l'errore in cui è incorso. Inoltre il Senatore Pezzullo invia una lettera a tutti i componenti della VI Commissione ribadendo l'errore di valutazione sostenuto dal Ministero dell'Economia.

20 aprile 2010 - Nella seduta della VI Commissione il Sottosegretario Molgora prende atto dell'errore in cui è incorso il Ministero dell'Economia assicurando il proprio impegno per risolvere il problema. Nella stessa seduta il Presidente Baldassarri parla di una commissione paritetica italo libica per la determinazione dei crediti.

21 aprile 2010 - Il Presidente dell'AIRIL, Sen. Pezzullo, invia una lettera al Presidente della VI Commissione, Sen. Baldassarri, ribadendo che l'unica commissione paritetica riconosciuta è quella prevista dall'articolo 4 dei disegni di legge in esame.

22 aprile 2010 -  Leone Massa si reca al Ministero dell’Economia e riscontra la confusione tra le aziende creditrici e gli indennizzi agli esuli dalla Libia, nonché la copertura finanziaria su capitoli di spesa esauriti.

19 maggio 2010 - Seduta della VI Commissione Senato con presentazione da parte del relatore, Sen. Mura della "Relazione e testo unificato dei DDL 413, 465, 508. Proposta di approvazione in sede legiferante.

 3 Dicembre 2010 - La seconda sessione del Tribunale di Roma ha rinviato a 60 giorni per la presentazione delle conclusioni riguardo la causa intentata da alcune aziende creditrici della Libia contro lo Stato Italiano.

3 marzo 2011 – il Tribunale di Roma ha emesso la sentenza n° 4653 respingendo il ricorso delle aziende creditrici e condannandole alle spese.

25 maggio 2011 – il Sen. Mura presenta presso la VI° Commissione Senato un nuovo testo  dei ddl per ovviare a pareri negativi della V° Commissione.

30 maggio 2011 – la V° Commissione invia il nuovo testo unificato al Ministero dell’Economia con una nota via fax senza sigla né firma piena di falsità e di mancata conoscenza dei fatti.

1 giugno 2011 la Ragioneria Generale dello Stato trasmette il testo unificato ai vari dipartimenti del Ministero facendo propria la tesi inviata dalla V° Commissione

21 giugno 2011 – il Presidente Pezzullo invia una lettera a chi di competenza del Senato e del Ministero contestando la nota della V° Commissione.

29 giugno 2011 – Leone Massa incontra il Sottosegretario all’Economia Sen. Antonio Gentile fornendogli la nota e la lettera di Pezzullo.

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